Il destino di Ca’ Lucio sarà scritto sulle nostre bollette

Il Sindaco Feduzi non lo sa, il Presidente Tagliolini evita di parlarne e a noi non rimane che prenderne atto insieme alla certezza di avere a breve un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti provinciali da pagare e una discarica per soli rifiuti speciali da riempire.

A inizio ottobre 2016 abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco di Fermignano per capire se le notizie circolate a mezzo stampa riguardanti un nuovo progetto per la riorganizzazione delle discariche sul territorio provinciale fossero attendibili (qui il testo completo) .

L’interrogazione è arrivata in Consiglio a dicembre per fare in modo, in accordo con il Sindaco, di farci rispondere direttamente dal Presidente dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) per la gestione dei rifiuti della Provincia di Pesaro e Urbino. Un’occasione molto importante per noi, quella di poterci confrontare direttamente con uno degli attori principali di questa nuova riorganizzazione.

Ma il Presidente Tagliolini alla fine non si è presentato.

Durante il Consiglio abbiamo saputo che questo nuovo programma di gestione era già stato firmato da Provincia, ATA, i comuni di Tavullia e Urbino, l’Unione dei Comuni e Marche Multiservizi a conferma del fatto che non c’è stata concertazione con il territorio, nessuna associazione è mai stata coinvolta e nessuna informazione è arrivata preventivamente ai cittadini. Nelle risposte alla nostra interrogazione, il Sindaco ha specificato che nella discarica di Ca’ Lucio verranno conferiti solo rifiuti speciali non pericolosi e che verrà chiusa definitivamente tra 5 anni (qui le risposte).

L’accordo di programma prevede la realizzazione entro il 2018 di un impianto di trattamento biologico meccanico (TMB) dei rifiuti nel quale confluiranno tutti i rifiuti urbani indifferenziati dell’intero ambito provinciale, progettato, costruito e poi gestito da Marche Multiservizi, in un terreno già di sua proprietà adiacente alla discarica di Ca’ Asprete nel comune di Tavullia.

Molti particolari però non sarebbero emersi se nel frattempo non fossimo venuti in possesso di tale documento. Dall’entrata in funzione di questo nuovo impianto, nella discarica di Ca’ Lucio verranno portati esclusivamente rifiuti speciali non pericolosi ma, sarebbe stato importante specificare, che ciò avverrà senza nessun limite territoriale (provenienti cioè da ogni parte d’Italia e non solo).

Leggendo il documento scopriamo inoltre che la discarica non verrà chiusa esattamente tra 5 anni, ma 5 anni dopo l’ennesima e non certamente rapida modifica dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA). Inoltre, pur diminuendo i tempi di chiusura, la capacità residua di accantonamento dei rifiuti (circa 350.000 mc dei 400.000 autorizzati nel 2013) dovrà essere comunque saturata cioè Ca’ Lucio si riempirà.

Infine, ad eccezione dei primi due anni (2017/2018), la copertura integrale dei costi di gestione nonché dei costi diretti ed indiretti correlati all’investimento verrà garantita da una nuova tariffa da istituire a carico dei cittadini. Così, in controtendenza con i numerosi comuni virtuosi italiani che puntando alla strategia dei rifiuti zero e grazie alla tariffazione puntuale riducono i costi delle bollette, noi riempiremo totalmente Ca’ Lucio con rifiuti provenienti da ogni dove e pagheremo di tasca nostra la gestione di un nuovo impianto a Tavullia.

A non più di tre anni dal tanto discusso progetto di ampliamento della discarica di Ca’ Lucio ci chiediamo qual è l’utilità pubblica di questa operazione e quali sono le garanzie di tutela per il futuro se perfino all’interno dell’accordo, privo tra l’altro di ogni tipo di penale, viene specificata l’impossibilità di recedere da tali decisioni. Abbiamo quindi annunciato al Consiglio di tornare a breve sulla questione, ed abbiamo chiesto a Sindaco e Assessore all’ambiente di cogliere le nostre istanze per promuoverle nelle sedi opportune.

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